Amarcord, celebre grazie all’omonimo film di Federico Fellini, non fa riferimento solo all’espressione dialettale romagnola Mi ricordo ma, dapprima neologismo, è divenuto oramai termine noto ai più per riferirsi alla rievocazione nostalgica e ironica della memoria.
Se il Déjà-vu inganna e destabilizza, l’Amarcord rassicura, riscalda e riporta casa.
ll poeta Tonino Guerra, co-sceneggiatore del film insieme a Fellini, in un’intervista al quotidiano La Repubblica raccontò:
«Tutti pensano che sia solo il riferimento al dialetto mi ricordo: è vero, ma solo per assonanza, perché in realtà deriva dalla comanda dei ricchi che entravano al bar chiedendo l’amaro Cora. Da Amaro Cora, prodotto dalla ditta Bosca di Canelli, è nato Amarcord.»
Una fatalità sinergica che è alla base del nostro progetto.




